La produzione del vetro è molto vasta e le fabbriche possono proporre innumerevoli tipologie di vetro, tra le quali elenchiamo le più diffuse e note.

I tipi di vetro

  1. Vetro riflettente: ha un rivestimento di ossidi metallici che conferisce una riflessione rilevante dell’irraggiamento visibile (luce) o dell’irraggiamento infrarosso (energia, calore), la cui azione filtrante riduce luce e/o calore nel luogo in cui il vetro viene installato.
  2. Vetro selettivo: presenta un rivestimento di ossidi metallici dalla caratteristica di unire le funzioni del basso emissivo e del controllo solare.
  3. Vetro acustico: si tratta di un “vetro stratificato composto” da due lastre di vetro e un intercalare, pvb (polivinilbutirrale) solitamente in spessore 0,76 dalle proprietà di isolamento acustico.
  4. Vetro argentato o specchio: prende il nome da uno strato d’argento aderente ad una superficie della lastra, che causa un effetto di riflessione ottica, visibile sulla superficie opposta alla superficie trattata. Questo tipo di vetro può essere dotato di pellicola antinfortunistica (di sicurezza), che in caso di rottura dello specchio, ne mantiene i frammenti aderenti a essa ed evita potenziali infortuni.
  5. Vetro laccato: presenta una faccia rivestita di una lacca di qualità elevata e che in gergo comunemente identifica un vetro verniciato. La verniciatura viene eseguita dopo il trattamento termico di tempra spruzzando un lato del vetro con vernice apiombica.
  6. Vetro serigrafato: viene decorato attraverso l’utilizzo di un telaio sul quale viene realizzato il motivo da eseguire. Il termine “serigrafia” deriva dal latino “sericum” (“seta”) e dal greco “γράφειν” (“gràphein“, “scrivere”). I primi tessuti che fungevano da supporto per serigrafia erano di seta mentre oggi il materiale utilizzato per realizzare i telai serigrafici è il nylon.
  7. Vetro smaltato: presenta una faccia rivestita con uno strato di vernice apiombica che durante la fase di tempra va a “verificarsi” al vetro di base.
  8. Vetro sabbiato: viene decorato tramite processo meccanico la cui lavorazione incide il vetro tramite un getto di sabbia a pressione. Opacizzando la superficie (precedentemente protetta con una mascheratura per la parte che deve restare trasparente) viene realizzato il decoro prescelto oppure può essere anche opacizzato completamente l’intera superficie vetro.
  9. Vetro antico: è un vetro soffiato in cui si determinano appositamente dei difetti (bolle e strie) per dare l’impressione di materiale antico.
  10. Vetro antiriflesso: viene sottoposto a trattamento antiriflettente usato in ottica (obiettivi di apparecchi fotografici e cinematografici ecc.).
  11. Vetri colorati: sono vetri in cui vengono aggiunte, allo stato fuso, sostanze coloranti. Queste possono essere elementi che si disperdono colloidalmente nel vetro, come oro, argento, rame, per cui l’intensità della colorazione dipende dalla concentrazione e grandezza delle particelle disperse, oppure ossidi metallici, in genere degli elementi di transizione (ferro, cobalto, nichel, cromo, vanadio,rame ecc.), che sciolti nel vetro gli impartiscono il proprio colore, per cui la colorazione dipende dalla natura dell’ossido, dalla composizione del vetro e dallo stato di ossidazione del metallo dell’ossido. Oppure composti colorati o incolori, sotto forma di particelle di dimensioni non troppo piccole che, disperse nella massa del vetro, donano a questo una determinata colorazione. I composti incolori di indice di rifrazione diverso da quello della massa del vetro (come fluori e fosfati) gli conferiscono opacità; se questi composti sono colorati, il vetro oltre che opalino sarà anche colorato.
  12. Vetri elettrocromici: sono costituiti da lastre affacciate con superfici metallizzate trasparenti che, con l’attivazione tra esse di un campo elettrico di bassa intensità, hanno la proprietà di diminuire la trasmissione della luce.
  13. Vetri fotocromatici: variano il loro coefficiente di trasmissione in funzione dell’intensità della luce che li colpisce. Essi contengono alogenuri di argento e sono chiari prima dell’esposizione alla luce solare. Per azione di questa, le particelle di alogenuro danno poi origine all’argento metallico, che conferisce al vetro colorazione grigia e lo rende così un filtro per le radiazioni infrarosse; al diminuire dell’intensità della luce la colorazione grigia diminuisce e il vetro acquista nuovamente le proprie caratteristiche di trasmissione. Questo tipo di vetro viene utilizzato per vetrate di edifici, vetrine per negozi, per occhiali da sole, per registrazioni fotografiche, per il trattamento optoelettronico dei dati.
  14. Vetro armato o retinato: si produce inglobando all’interno una reticella di acciaio. Non esplode con la fiamma, ma si scioglie lentamente per l’azione della rete, che distribuendo il calore su tutta la superficie del vetro, ne impedisce tensioni, che provocherebbero la rottura.
  15. Vetro antiproiettile: si ottiene con strati alterni di vetro e policarbonato ed ha anch’esso la caratteristica di formare un reticolo d’incrinature a ragnatela, senza andare in frantumi per colpi di proiettili.

Per maggiori informazioni, puoi scrivere a info@glastebo.com

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